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La legge che ha cambiato la caccia al tartufo

by Battiferro Tartufi on October 13, 2026

Battiferro Tartufi — Curiosità e Storia


Perché oggi si cerca col cane, e non più col maiale

Ve l'avevamo promesso: la risposta non ha a che fare con il naso degli animali, ma con qualcosa di molto più concreto.

Ve lo avevamo lasciato in sospeso: quel trattato del 1468 che elogiava "il meraviglioso fiuto della scrofa di Norcia" parlava, appunto, di un maiale. E non era un caso isolato: per secoli, in Italia e in Francia, la ricerca del tartufo si è affidata soprattutto alle scrofe, le femmine di maiale. C'è anche una spiegazione curiosa dietro questa scelta: il profumo del tartufo assomiglia, per una parte della sua composizione chimica, a quello di un ormone presente nella saliva del cinghiale maschio — motivo per cui le scrofe ci si fiondavano sopra con un entusiasmo che nessun cane ha mai davvero eguagliato.

Il vero motivo del cambio non è il naso

Qui arriva la parte che sorprende quasi tutti: il maiale non è stato sostituito perché il cane sente meglio. Anzi, il fiuto del maiale resta tra i più sensibili in assoluto. Il problema è un altro, ed è scritto nero su bianco nella legge italiana sui tartufi (la n. 752 del 1985): il maiale, quando trova il tartufo, tende a scavare con forza e a mangiarselo seduta stante, danneggiando le radici degli alberi simbionti e compromettendo la produzione futura di quello stesso punto di bosco. Il cane, addestrato bene, segnala il punto senza distruggere nulla intorno — e soprattutto senza fare colazione prima di noi.

Una scelta che protegge il futuro, non solo il presente

La legge del 1985 non ha vietato il maiale per capriccio: lo ha fatto per proteggere il patrimonio tartufigeno da un consumo troppo aggressivo. In un certo senso, è stata una delle prime norme italiane pensate per garantire che il bosco continui a dare frutti anche tra vent'anni, e non solo quest'autunno. Noi la prima regola non l'abbiamo mai messa in discussione: ogni buca va richiusa, ogni albero rispettato, perché il tartufo di domani nasce dalle attenzioni di oggi.

La prossima curiosità riguarda un tema che tocchiamo raramente: chi guadagna davvero, lungo tutta la filiera, quando un tartufo passa dal bosco alla vostra tavola? Ve lo raccontiamo tra due settimane.

Dietro ogni tartufo, un metodo che rispetta il bosco

Scopri i prodotti raccolti e lavorati secondo questa tradizione da tre generazioni.


Battiferro Tartufi — Terni, Umbria — Tre generazioni di raccolta e lavorazione del tartufo fresco.

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