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È piena estate, fa caldo, e magari ti sei fatto (o ti hanno fatto) un bel regalo: dello scorzone fresco, pronto per il pranzo di Ferragosto.
Il problema? Il tartufo e il caldo non vanno affatto d'accordo, e se non lo conservi nel modo giusto rischi di ritrovarti, il 15 agosto, con un tartufo molliccio invece che profumatissimo.
Vediamo insieme come evitarlo, passo per passo.

Il tartufo fresco è un fungo vivo, e continua a "respirare" anche dopo la raccolta. Il vero rischio in estate non è tanto il calore in sé, quanto l'umidità che si accumula intorno al tartufo: è quella che fa comparire muffa e marciume, ammorbidendo la polpa e facendogli perdere il profumo che lo rende speciale.
Da qui la prima regola, semplice ma decisiva: niente plastica. Sacchetti o pellicola trasformano il tartufo in una piccola serra: l'umidità che rilascia resta intrappolata, non evapora, e accelera il deterioramento.
Avvolgi il tartufo in carta assorbente da cucina (va bene anche un foglio di carta paglia), che assorbe l'umidità in eccesso lasciando "respirare" il tartufo. L'unico accorgimento è cambiare la carta ogni giorno, o comunque appena la senti umida al tatto — è il gesto di manutenzione più importante per farlo durare più a lungo.
Una volta avvolto nella carta, il tartufo va riposto in un contenitore ermetico (idealmente di vetro) e messo nella zona più fredda del frigorifero, tra i 3 e i 6°C — perfetto lo scomparto verdure. Il contenitore chiuso evita che il tartufo assorba altri odori dal frigo e mantiene il proprio aroma concentrato invece di disperderlo.
Buona notizia per chi ha dello scorzone in vista di Ferragosto: è uno dei tartufi più resistenti, grazie alla polpa più compatta.
Se durante la conservazione noti una leggera patina bianca in superficie, niente panico: è solo un effetto del freddo, non muffa. Basta spazzolarla via con una spazzola per tartufi — se il tartufo resta sodo e compatto, è perfettamente utilizzabile.
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Con questi accorgimenti il tuo scorzone arriva a Ferragosto profumato e integro come il primo giorno — pronto per la tavola.
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