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Bollicine sì o no? Sfatiamo subito il mito più diffuso su tartufo e vino — e scopriamo perché l'estate, con lo scorzone, cambia tutte le regole.
Molti pensano che il tartufo vada abbinato solo a vini rossi importanti, magari invecchiati in barrique. È una regola che vale soprattutto per il tartufo nero pregiato invernale, dal profumo intenso e muschiato. Il tartufo estivo — il nostro scorzone — è un'altra storia: rispetto al "cugino" invernale ha un aroma più delicato, con note di sottobosco umido che si intrecciano a sfumature di nocciola tostata, senza mai diventare invadenti.
È proprio questa gentilezza a renderlo perfetto per l'estate — e a spalancare le porte a vini bianchi, rosé e bollicine che con un tartufo invernale sarebbero stati quasi impensabili.
Che il vino sia bianco, rosato o a bollicine, la regola resta una: mai un vino troppo strutturato, tannico o aromatico. Coprirebbe l'aroma delicato dello scorzone invece di valorizzarlo. Meglio puntare su vini con una buona acidità, capaci di "ripulire" il palato tra un boccone e l'altro e far risaltare le note nocciolate del tartufo.
Non tutte le bollicine funzionano. Un prosecco molto fruttato e immediato rischia di coprire il tartufo invece di accompagnarlo. Le bollicine giuste sono quelle ottenute con il Metodo Classico, a lungo affinamento sui lieviti e con dosaggio basso (brut o dosaggio zero): l'acidità pulita e la trama fine tagliano la ricchezza del piatto senza sovrastare l'aroma dello scorzone.
Un'ottima scelta, quasi a chilometro zero per noi, è il Trebbiano Spoletino Metodo Classico dei Colli Martani — vitigno autoctono umbro, sapido e acido, che nella versione spumantizzata regala bollicine fini e persistenti, perfette con lo scorzone. Anche un rosé spumante secco è una scelta sicura: la sua freschezza bilancia la componente più "grassa" di formaggi o uova, senza mai coprire il tartufo.
Se preferite un vino fermo, restate in Umbria: il Grechetto, con le sue note di pera, mela e un tocco di agrumi, è una scelta naturale. Il Trebbiano Spoletino fermo offre invece più sapidità e acidità, ed è perfetto con primi piatti e formaggi freschi. Fuori regione, anche un Vermentino ligure o sardo, con la sua acidità vivace, si comporta molto bene con lo scorzone.
Bianchi e rosé vanno serviti freschi, tra 8 e 12°C: sotto questa soglia il freddo eccessivo anestetizza sia il vino che il profumo del tartufo. Le bollicine leggermente più fresche, intorno agli 8°C. Se scegliete un rosso leggero, restate sui 16-18°C — mai a temperatura ambiente piena.
Non esiste un abbinamento "sbagliato" in assoluto: esiste un abbinamento che rispetta l'equilibrio. La prossima volta che aprite un nostro barattolo o affetterete un tartufo fresco, provate una di queste cinque combinazioni — e raccontateci quale vi ha conquistato di più.